Jeff Buckley - Hallelujah (testo e traduzione)

“Well I heard there was a secret chord
that David played, and it pleased the Lord
but you don’t really care for music, do ya?
well it goes like this
the fourth, the fifth
the minor fall and the major lift
the baffled king composing Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah

Well Your faith was strong but you needed proof
you saw her bathing on the roof
her beauty and the moonlight overthrew you
she tied you to her kitchen chair
and she broke your throne and she cut your hair
and from your lips she drew the Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah

Well baby I’ve been here before
I’ve seen this room and I’ve walked this floor
I used to live alone before I knew ya
I’ve seen your flag on the marble arch
love is not a victory march
it’s a cold and it’s a broken Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah

Well there was a time when you let me know
what’s really going on below
but now you never show that to me do you?
and remember when I moved in you?
and the holy dove was moving too
and every breath we drew was Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah

Well maybe there’s a God above
but all I’ve ever learned from love
was how to shoot somebody who’d out drew ya
and it’s not a cry that you hear at night
it’s not somebody who’s seen in the light
it’s a cold and it’s a broken Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah…”.

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Traduzione.

“Si dice di un accordo segreto (1)
che David compose e piacque al Signore
ma non ti appassiona la musica, vero?
Comincia col quarto, poi passa al quinto (2)
scende un grado il minore, sale un grado il maggiore
turbato, il Re compose l’Hallelujah

La tua fede era forte ma fu messa alla prova
vedesti lei fare il bagno in terrazza (3)
la sua beltà ti rapì nel chiaro di luna
ti relegò su una sedia in cucina
distrusse il tuo trono, tagliò la tua chioma
e dalle tue labbra strappò l’Hallelujah

Baby, ci sono già stato qui (4)
conosco questa stanza
qui ci ho camminato
prima di te stavo da solo
c’è il tuo vessillo ora sull’arco di marmo
l’amore non è una marcia trionfale
è un freddo, incerto Hallelujah

Un tempo rivolgevi a me (5)
ciò che avevi nel profondo
e ora non lo fai più, vero?
Ricordi quando ero in te
e in te lo Spirito Santo
ogni nostro respiro era un Hallelujah

Forse c’è un dio lassù
quel che però so adesso dell’amore
è come far fuori per primo chi sta per aggredirti
e non è un pianto che senti la notte
nemmeno qualcuno che ha visto la luce
è un freddo, incerto Hallelujah”.

(Una straordinaria traduzione a cura di Marie Jolie. Per le note facciamo riferimento alla pagina sulla Hallelujah di Leonard Cohen)

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Jeff Buckley, Hallelujah - 6:53
(Leonard Cohen)
Album: Grace (1994)

Cover dell’omonimo brano di Leonard Cohen (1984).

E’ disponibile una nuova versione di questo brano sul sito InfinitiTesti.com.

Per segnalare errori su testi o traduzioni, o semplicemente per suggerimenti, richieste d’aiuto e qualunque altra curiosità, potete scriverci all’indirizzo quality@infinititesti.com.

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Riferimenti.

Brano inserito nella rassegna Le canzoni più tristi di Infinititesti: L’originale, l’Hallelujah di Leonard Cohen, è uno dei masterpiece della canzone e della poesia degli ultimi due secoli. Ma Jeff Buckley riuscì a farne una versione scarna, voce e chitarra, con un’intensità così forte da lasciare attoniti. La sua dolcezza lascia estasiati, viene voglia di chiudersi in casa da soli e metterla a tutto volume per assaporarne ogni singola nota. Le parole ispirate di Cohen esaltate dal talento musicale di Jeff. Ma se a questo capolavoro si unisce la storia della morte di Buckley per annegamento solo tre anni dopo, si può tranquillamente annoverare questa interpretazione tra le più tristi della storia. Consigliato come brano da dedicare al proprio funerale, così da far vedere che la vita ha avuto un senso almeno alla fine. Sconsigliato se soffrite di depressione, potrebbe seriamente accentuarla.

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Citazioni.

“Il cantautore americano Jeff Buckley incise il brano Hallelujah per il suo primo e ultimo album, Grace, pubblicato nel 1994 e rimasto senza un successore a seguito della morte del cantante. Questa versione della canzone, ispirata alla precedente interpretazione di John Cale, è considerata la più conosciuta tra le cover del brano e, nonostante non sia stata inizialmente pubblicata come singolo, ha fortemente contribuito alla popolarità di Hallelujah, ispirando i molti interpreti che in seguito hanno ripreso la canzone. Nel 2007, dieci anni dopo la scomparsa di Buckley, la cover fu pubblicata come singolo, ottenendo nel corso degli anni seguenti un buon successo commerciale, fino a raggiungere il disco di platino in Australia e negli Stati Uniti e il disco d’oro in Svezia e Nuova Zelanda. L’interpretazione di Buckley è stata inserita dalla rivista statunitense Rolling Stone al 264º posto nella lista delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi, pubblicata nel 2004. In un sondaggio a cura dello stesso mensile, la versione di Hallelujah realizzata da Buckley è stata indicata dai lettori come la terza miglior cover di tutti i tempi”.

(Wikipedia, voce Hallelujah (Leonard Cohen))

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InfinitiTesti è un sito amatoriale che propone traduzioni e revisioni di testi musicali da tutto il mondo. I nostri lavori sono disponibili nelle pagine Traduzioni e Discografie, o si può far riferimento anche all’Indice Generale, suddiviso in canzoni Italiane e Straniere. Per maggiori approfondimenti in merito ai nostri percorsi e alle nostre Rassegne, si può leggere la sezione dedicata agli Speciali. Per ricevere in tempo reale tutti gli ultimi post pubblicati, si possono sottoscrivere i Feed RSS di InfinitiTesti. Per collaborare in qualunque forma con la redazione, si può far riferimento alla pagina Contatti.

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Brano proposto da: Arturo Bandini
Direttore: Arturo Bandini (direttore@infinititesti.com)
Responsabile Quality: Alessandro Menegaz (quality@infinititesti.com)
Segretaria di Redazione: Arianna Russo (segreteria@infinititesti.com)

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3 Commenti a “Jeff Buckley - Hallelujah (testo e traduzione)”

  1. Amor mio, you said that you love more this version. and i love it too. Of course i love you more !!! You mean everything to me !! te amo mi vida !!!

  2. i puristi amanti di Leonard Cohen mi ammazzeranno, ma io adoro molto più la versione di Jeff dell’originale… è più sentita, profonda, avvolgente… angelica allo stato puro

  3. La maestosità di Cohen è ineguagliabile, in ogni caso. Di tutte le cover di questo brano, questa a mio parere si distingue per la sofferenza che ne traspare (accentuata dal sapiente accompagnamento di chitarra) e che evidentemente gli dà una valenza “sentimentale” di più facile presa. Ma non è nata da una mente in cui cuore fa rima con amore, il rischio è che venga svilita e che la usino per fare scialbe dichiarazioni d’amore… c’è ben di più in questi versi.

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