Bruce Springsteen - I’m on fire (testo e traduzione)

“Hey little girl is your daddy home
did he go and leave you all alone
I got a bad desire
I’m on fire

Tell me now baby
is he good to you
can he do to you
these things that I do oh no
I can take you higher
I’m on fire

Sometimes it’s like
someone took a knife baby
edgy and dull and cut a six-inch valley
through the middle of my soul

At night I wake up
with the sheets soaking wet
and a freight train running
through the middle of my head
only you, you cool my desire
I’m on fire, I’m on fire…”.

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Traduzione.

“Hey, ragazzina c’è il tuo uomo in casa
o è uscito e ti ha lasciata tutta sola
che cattivi pensieri ho in mente
brucio dal desiderio

Dimmi un po’ bimba, è bravo con te
sa fare quello che ti faccio io
io saprei portarti anche più su
brucio dal desiderio

A volte, bimba, è come se
qualcuno prendesse un coltello
affilato e senza punta
e incidesse un solco di sei pollici
lungo tutta la mia anima

La notte mi sveglio
con le lenzuola bagnate
e un treno merci in corsa
che mi attraversa la testa
solo tu, tu puoi placare il mio desiderio
brucio dal desiderio, brucio dal desiderio…”.

(Traduzione a cura di Marie Jolie)

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Bruce Springsteen, I’m on fire - 2:37
Album: Born in the U.S.A. (1984)

Brano inserito nella colonna sonora del film Palombella rossa (1989) diretto da Nanni Moretti, con Nanni Moretti e Asia Argento.

Brano inserito nella rassegna Colonne Sonore di InfinitiTesti

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Note del traduttore.

In sede di revisione della traduzione del brano I’m on fire sono state prese in esame e corrette alcune terminologie, in particolare daddy e bad desire. Il termine mama riferito all’amata fa parte del linguaggio comune di storiche correnti musicali; accreditati traduttori di Bob Dylan attribuiscono al termine mama, che si trova in alcuni suoi testi, un connotato affettivo che va oltre la figura materna e si estende alla persona amata, e questo potrebbe valere anche per il corrispondente maschile daddy. Il daddy che si sente citare in questo testo potrebbe essere quindi il boyfriend della ragazza cui si rivolge il protagonista.
Lo slang americano utilizza tuttavia il termine daddy, spesso unito a sugar, anche per definire l’uomo facoltoso di una certa età che si accompagna a una donna molto più giovane, generalmente attratta dai side benefits (e a pensarci bene esiste anche una versione italiana, anche più recente, di questo termine: chi non ricorda il papi di tante giovani promesse del mondo dello spettacolo e -perché no- della politica? Ma è un’altra storia).
Il video mostra una giovane attraente che porta una macchina di grossa cilindrata dal meccanico, i dialoghi (qui sintetizzati) prima del cantato fanno pensare che non sia un caso:
“è ancora qui con la macchina”
“la porta una volta alla settimana”
“ha chiesto di te personalmente”
“ciao…”
“come va?”
”bene, sto bene”
“credi possa essere pronta per domani mattina?”
“Sì, posso anche portartela se vuoi”
“no, probabilmente la verrò a prendere”

Il testo ci dice successivamente i pensieri del protagonista, che il video non lascia capire se sono rimasti nella sua fantasia o si sono realizzati.

Quanto al termine bad desire che online si vede spesso tradotto letteralmente, ci viene ancora in soccorso Bob Dylan, che in un altro suo testo canta honey I want you, so bad per esprimere con bad l’intensità del suo volere. Lo stesso vale per Springsteen “ho un desiderio forte, incontenibile”. E’ comunque nel linguaggio comune l’utilizzo di bad o badly a rafforzativo dei termini o verbi cui viene accostato.

(Marie Jolie e Antonio Salis, 10 giugno 2013)

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Direttore: Arturo Bandini (direttore@infinititesti.com)
Responsabile Quality: Marie Jolie (quality@infinititesti.com)

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9 Commenti a “Bruce Springsteen - I’m on fire (testo e traduzione)”

  1. brano che ha fatto epoca, come il working man Bruce, meccanico da sogno :)

  2. Ma… solo io colgo un accenno alla pedofilia qui???

  3. cara Federica, perdona la franchezza, ma associare la pedofilia a Springsteen è veramente un’idiozia inaudita. Se ti riferisci alla “little girl”, questo è il tipico nomignolo (insieme a “baby”, “honey”, “sweetie”, etc.) utilizzato dai cantanti anglosassoni per riferirsi alle ragazze di qualunque età. Se invece pensi al babbo che ha lasciato sola la “piccola”, è praticamente ovvio che questa sia, se non maggiorenne, almeno una teen di età avanzata: quanti genitori lascerebbero sola a casa una bambina di tenera età? E non ti sembra che Bruce, poi, possa impersonare la parte di un ragazzo ugualmente molto giovane (come, tra l’altro, si vede anche nel video - che però narra tutt’altra storia)? E infine: ma secondo te la passione amorosa deve solo essere rivolta verso le ultra-minorenni e che non ci sia più spazio per una sana infatuazione tra ragazzi della stessa età? A noi viene il dubbio, a volte, che la “pedofilia” sia solo la maschera che serve a nascondere un nuovo moralismo d’accatto.

  4. Daddy e Mama non sono termini riferiti per forza ad un partner, o un incontro affettivo o sessuale, dove uno dei due è di età più o meno, tanto maggiore dell’altro/a. Anzi forse non lo sono proprio.
    Bob Dylan, in particolare, usa questi termini fra persone, anche giovani, spesso coetanee, lo si capisce chiaramente dai suoi testi. E nel caso di Springsteen il termine associato al Papi nostrano è decisamente fuorviante. Il linguaggio, il modo gergale di parlarsi è fra due ragazzi, non di un signore maturo che si porta fuori la ragazzina in macchina. Verificare ad es. lo stesso Dylan in “Mama you’ve been on my mind” o nella versione di Joan Baez “Daddy you’ve been on my mind” o nella celeberrima Knocking on heaven’s door, “Mama put this badge off of me…” dove lo sceriffo morente (è la scena dove c’è la canzone) non si rivolge di certo a sua mamma, ma alla sua donna, moglie o compagna.

  5. Per chi avesse ancora dei dubbi riguardo alla mia interpretazione del testo, rimando ad una nota di Stefano Rizzo, traduttore magistrale di quasi tutti i testi di Dylan, con la supervisione, e scusate se è poco, di Fernanda Pivano, una delle più accreditate traduttrici e saggiste della letteratura americana contemporanea. La canzone è sempre Mama you’ve been on my mind, pubblicata dalla New Compton Italiana - paperbacks poeti /16 nel volume “Bob Dylan, canzoni di amore e di protesta” e la nota dice testualmente “mama, o mamma, oltre ad avere oltre ad avere lo stesso significato che ha in italiano,ha anche quello slang di ‘ragazza’ ed è un appellativo affettuoso, con la connotazione di ‘graziosa’, ‘amata’. Qui il senso è chiaramente quello slang,” Altrettanto, aggiungo io, vale per Springsteen, che si esprime nello stesso slang di Dylan, molto usuale in quel nord est musicale americano, e negli anni tra i ‘60 e ‘80…e penso ancora oggi.

  6. ancora una precisazione…non vorrei sembrare noioso, ma un testo tradotto può fuorviare l’interpretazione di una canzone, del sentimento con cui viene espressa. “bad desire” secondo me non è un ‘cattivo desiderio’, ma sempre riferendoci allo stesso slang, è un ‘desiderio forte’, ‘che mi porta via’, cfr ancora nalla canzone “I want you” sempre di Dylan, il ritornello “I want you SO BAD” tradotto da Rizzo “Ti voglio COSI’ TANTO” senza neanche bisogno di una nota esplicativa, talmente è lampante il significato del termine “Bad”

  7. In quanto poi alle allusioni di pedofilia che qualcuno ha così incomprensibilmente associato alla canzone, mi permetto di citare una canzone altrettanto additata come pedofila, oggi questo termine va così tanto, per tutte le vicende venute fuori negli ultimi anni, e come dice la nota appena prima delle mie, forse è una maschera che nasconde un nuovo moralismo crescente. La canzone di cui parlo è “Il gigante e la bambina” scritta dalla poetessa bolognese Paola Pallottino, scrittrice e illustratrice di libri per l’infanzia, adottati anche come libri di testo nelle scuole, musicata da Lucio Dalla e incisa da Ron. Lo stesso Ron pare abbia smesso di reinterpretarla dal vivo, per non prestarsi a facili quanto gratuite allusioni. Il testo della Pallottino, che scrisse per lo stesso Dalla “3 marzo 1943″, è una poesia stupenda, un’allegoria di un’infanzia che non trova riscontro nel mondo adulto, e che si rifugia in una figura altrettanto emarginata dal mondo adulto, un gigante, forse altrettanto bambino, nella mente, un ritardato, si direbbe oggi, quanto grosso e imponente nella sua fisicità reale “il gigante è una montagna,la bambina è come un fiore, che gli stringe forte il cuore, con le tenere radici”. Ed è come se la bambina mettesse la sua infanzia non compresa, non amata, nelle braccia di questo gigante, e lì decidesse di mettervi fine, e di restare per sempre nel suo sogno infantile.

  8. Sono d’accordo, il linguaggio è tra due ragazzi, avevo inteso il “daddy” come “terzo incomodo” tra i due, visto che il protagonista chiede “se è in casa”. Mi sembra che in realtà si descriva una tresca tra la giovane ed il meccanico, altrettanto giovane, possibilmente all’insaputa del partner “in carica” onde evitare ripercussioni sullo status di lei.
    E hai perfettamente ragione su “bad”, mi ero fatta trascinare dall’atmosfera “clandestina”. Anche se il termine “cattivo” potrebbe rappresentare un “giudizio morale”, visto il puritanesimo (esteriore) degli americani… la realtà è comunque che, come dici tu, “bad” e “badly” vengono usati per “intensificare” il significato della parola cui sono legati. Propongo “quanto ti desidero” (anche se la parola “desiderio” qui abbonda): che ne dici?

  9. I termini daddy, papy e mama sono frequentemente usati,
    almeno negli States, per chiamare il partner; non solo tra ragazzi. Bad, come scrive Marie Jolie, esprime la forza, l’intensità del desiderio.

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