Lucio Battisti - Emozioni (testo)

“Seguir con gli occhi un airone
sopra il fiume e poi
ritrovarsi a volare
e sdraiarsi felice sopra l’erba
ad ascoltare un sottile dispiacere

E di notte passare
con lo sguardo la collina
per scoprire dove il sole va a dormire
domandarsi perché quando cade
la tristezza in fondo al cuore
come la neve non fa rumore

E guidare come un pazzo
a fari spenti nella notte
per vedere se poi è tanto difficile morire
e stringere le mani per fermare
qualcosa che è dentro me
ma nella mente tua non c’è

Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi emozioni
tu chiamale se vuoi emozioni

Uscir dalla brughiera di mattina
dove non si vede ad un passo
per ritrovar se stesso
parlar del più e del meno
con un pescatore per ore ed ore
per non sentir che dentro qualcosa muore

E ricoprir di terra una piantina verde
sperando possa
nascere un giorno una rosa rossa
e prendere a pugni un uomo solo
perché è stato un po’ scortese
sapendo che quel che brucia
non son le offese

E chiudere gli occhi per fermare
qualcosa che è dentro me
ma nella mente tua non c’è

Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi emozioni
tu chiamale se vuoi emozioni”.

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Lucio Battisti, Emozioni - 4:40
(Mogol, Lucio Battisti)
Album: Emozioni (1970)

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Citazioni:

“Il lato B del singolo è Emozioni, un brano melodico divenuto un classico della musica italiana e della produzione battistiana. Il testo è uno dei più affascinanti scritti da Mogol, una riflessione interiore di un uomo, la sua rabbia e il suo dolore che si manifestano dentro di lui, le sue emozioni, che solo lui può sentire. In questo brano la melodia è più triste e più “presente” nella canzone, con archi e violini che si ritrovano nel ritornello. A più di trent’anni dalla sua pubblicazione, Emozioni è continuamente riproposto in radio e negli speciali sulla musica italiana, nonché annoverata tra i primi posti nei sondaggi italiani”.

(Wikipedia, voce Anna/Emozioni)

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10 Commenti a “Lucio Battisti - Emozioni (testo)”

  1. bellissima, sempre attuale chi di noi genere umano non si e’ trovato almeno una volta nella stessa tristezza o malinconia certamente e’ una delle piu’ belle e nostalgiche canzoni italiani

  2. “E guidare come un pazzo
    a fari spenti nella notte
    per vedere se poi è tanto difficile morire…”

  3. Battisti e Mogol insieme sapevano veramente descrivere “LA VITA”

  4. una delle canzoni italiane più belle di tutti i tempi, opera di due geni della nostra musica, Battisti e Mogol …

  5. è la più bella canzone che io conosca

  6. la più bella composizione di Mogol e Battisti, un capolavoro irripetibile nella musica italiana

  7. senza nulla togliere alla perfezione formale, stilistica e musicale di questo brano, i versi “in fondo all’anima cieli immensi/e immenso amore/e poi ancora e ancora amore amor per te/fiumi azzurri e colline e praterie/dove corrono dolcissime le mie malinconie” mi paiono almeno allo stesso livello come intensità.
    E quante altre gemme brillano nella produzione artistica della coppia Mogol-Battisti…

  8. posso anche essere d’accordo con te, Marie Jolie: forse a livello poetico “Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi” è persino più importante di “Emozioni”. Ma quest’ultima, a mio modo di vedere, è più importante perché descrive nel profondo la nostra vita: uscire dalla brughiera di mattina, parlare per ore ed ore con un pescatore, ricoprir di terra una piantina verde, prendere a pugni un uomo, guidare come un pazzo a fari spenti nella notte…. l’altra è bellissima, straordinaria, ma racchiude una visione onirica che non tutti riescono a percepire. “Emozioni” è molto più immediata e reale.

  9. Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi… ci fa sognare
    Emozioni ci riporta alla vita reale
    sono due modi diversi di intendere le (appunto) EMOZIONI
    non si possono comparare, si possono solo amare

  10. “Come può uno scoglio/arginare il mare/anche se non voglio/torno già a volare/le distese azzurre/e le verdi terre” etc danno la sensazione del volo (oltre ad essere metricamente perfette) “Emozioni” era in qualche modo rivoluzionaria per l’epoca, fu oggetto anche di ironia da parte dei media, ancora legati alle strutture melodiche e testuali “classiche”. Senza contare la voce non “convenzionale” di Battisti che veniva definito “stonato”Merita quindi anche secondo me la posizione privilegiata che le viene attribuita. Ma nel mio precedente commento citavo un’altra pietra miliare, “I giardini di Marzo”… è bello rivisitarli a distanza di tanti anni, proprio in Marzo…

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