Enzo Jannacci - L’Armando (testo)

“Era quasi verso sera
se ero dietro, stavo andando
che si è aperta la portiera
è caduto giù l’Armando
Commissario, sa l’Armando
era proprio il mio gemello
però ci volevo bene
come fosse mio fratello.

Stessa strada, stessa osteria
stessa donna, una sola, la mia
macché delitto di gelosia
io c’ho l’alibi a quell’ora
son quasi sempre via.

Era quasi verso sera
se ero dietro stavo andando
che si è aperta la portiera
è caduto giù l’Armando.

Commissario, sa l’Armando
mi picchiava col martello
mi picchiava qui sugli occhi
per sembrare lui il più bello
per far ridere gli amici
mi buttava giù dal ponte
ma per non bagnarmi tutto
mi buttava dov’è asciutto.

Ma che dice, che l’han trovato
senza scarpe, denudato, già sbarbato?
Ma che dice, che gli han trovato
un coltello con la lama
di sei dita nel costato?
Commissario, ’sto coltello
non lo nego, è roba mia
ma ci ho l’alibi a quell’ora
son quasi sempre via.

Era quasi verso sera
se ero dietro, stavo andando
che si è aperta la portiera
ho cacciato giù… pardon…
è caduto giù l’Armando”.

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Enzo Jannacci, L’Armando - 2:47
Album: Enzo Jannacci in teatro (1965)

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Citazioni.

“Originariamente pensata per il palcoscenico, visto che doveva far parte dello spettacolo “22 canzoni” diretto da Dario Fo, “L’Armando” - dopo essere apparsa su 45 giri - finirà per confluire nell’album “Enzo Jannacci in teatro“, che contiene altri capi d’opera quali “Veronica” e “Sfiorisci bel fiore“. Anche qui si racconta come d’uso di gente umile, nei toni di una tragicomica disperazione, per l’occasione secondo moduli di manifesta derivazione cabarettistica. Concepita come una deposizione al commissariato, la canzone narra di un incidente che solo alla fine, per un lapsus dell’interrogato, si rivelerà un omicidio: il protagonista, vessato in ogni modo dall’Armando del titolo, finirà per cacciarlo giù da una macchina in corsa. Accattivante, bizzarra, ai limiti del surreale, “L’Armando” è tra le cose più amate dell’autore che, nel corso degli anni, la riproporrà sovente dal vivo”.

(Francesco Troiano, dal sito Italica.Rai.it)

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2 Commenti a “Enzo Jannacci - L’Armando (testo)”

  1. Ero in Italia allora ed ero una ragazzina di 16 anni piena di sogni come tutte ….Pochi giorni fà per caso ho ascoltato proprio su Internet questa canzone che mi ha riportato indietro di tanti anni…quando avevo ancora mamma e papà purtroppo deceduti……Quelli erano davvero bei tempi….anni felici che non ritornano più…….la vita era molto meno complicata di adesso …il mondo é diventato cattivo, feroce…..Sono contenta di avere vissuto la mia giovinezza à quell’epoca…francamente malgrado il progresso della tecnologia non vorrei essere al posto dei giovani di oggi…….
    Un ricordo a Enzo Jannacci e anche a Gaber che ho avuto l’occasione di conoscere a Milano…….Grazie per averci regalato tante belle canzoni

  2. Ho preso un caffè con lui, tanti anni fa, nel bar di un teatro, poco prima che cominciasse lo spettacolo. Gentilissimo però serio, quasi enigmatico; ma forse era solo la concentrazione che precedeva la performance, che infatti fu grandiosa.
    Mi dava l’impressione di un uomo buono e puro.
    Ho la certezza che abbia scritto canzoni che rimarranno.
    ” La costruzione”, “Vincenzina e la fabbrica”, “Guarda la fotografia” e la struggente ” El me indiriss”
    Grazie Enzo.

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