Vinicio Capossela - I pianoforti di Lubecca (testo)


“Una notte sul canale di Lubecca
in una vecchia fabbrica di polvere da sparo
lì giacciono nella polvere accatastati
i vecchi pianoforti dalla guerra abbandonati
cani senza più padroni
sull’attenti come vecchi maggiordomi
e in quelle casse sorde e impolverate
giace lì il silenzio di milioni di canzoni

Vinicio Capossela - Maraja (testo)


“E’ arrivato sul pallone con il botto del cannone
è arrivato sul treruote con la gotta sulle gote
è arrivato in aerostato, coi forzuti del Caucaso
sul Mercedes cabinato è arrivato il Marajà

Vinicio Capossela - Decervellamento (testo)


“Per molto tempo fui ebanista
operaio in borgo d’Ognissanti
mia moglie lì faceva la modista
e in questo modo tiravamo avanti

Vinicio Capossela - Polka di Warsava (testo)


“Il cielo è fosforo
la terra è cenere
sferraglia celere
il treno e va
sui bastimenti
va la fanfara
la terra implora
un altro brindisi”.

Vinicio Capossela - Bardamù (testo)


“Per quanto scura
la notte è passata
e non lascia che schiuma
di birra slavata
e una spiaggia
e una linea di sabbia
è il fronte di un addio
gli altri si cambino l’anima
per meglio tradire
per meglio scordare

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