Gianna Nannini - Fotoromanza (testo)

“Se la sera non esci
ti prepari un panino
mentre guardi la tv
anche tu?
Ti addormenti con qualcuno
che alla luce del giorno non conosci più
anche tu?

Ti telefono o no ti telefono o no
ho il morale in cantina
mi telefoni o no, mi telefoni o no
chissà chi vincerà
poi se ti diverti
non la metti da parte un po’ di felicità
anche tu?

Io vorrei sognarti
ma ho perduto il sonno e la fantasia
anche tu
ti telefono o no ti telefono o no
io non cedo per prima
mi telefoni o no mi telefoni o no
chissà chi vincerà

Questo amore è una camera a gas
è un palazzo che brucia in città
questo amore è una lama sottile
è una scena al rallentatore
questo amore è una bomba all’hotel
questo amore è una finta sul ring
è una fiamma che esplode nel cielo
questo amore è un gelato al veleno

Io non riesco a dirlo
è che ti vorrei soltanto un pò di più
anche tu?
Io vorrei toccarti
ma più mi avvicino e più non so chi sei
anche tu
ti telefono o no ti telefono o no
io non cedo per prima
mi telefoni o no mi telefoni o no
chissà chi vincerà

Questo amore è una camera a gas
è un palazzo che brucia in città
questo amore è una lama sottile
è una scena al rallentatore
questo amore è una bomba all’hotel
questo amore è una finta sul ring
è una fiamma che esplode nel cielo
questo amore è un gelato al veleno”.

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Gianna Nannini, Fotoromanza - 4:12
(Gianna Nannini, Raffaella Riva, Connie Plank)
Album: Puzzle (1984)
Singolo: “Fotoromanza / Venerdì notte” (1984)

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Citazioni.

Fotoromanza è un brano musicale di Gianna Nannini, incluso nell’omonimo singolo e nell’album Puzzle. Fu pubblicato dalla Dischi Ricordi nella primavera del 1984 e rappresentò il cavallo di battaglia nel repertorio della cantautrice senese, con la quale vinse il Festivalbar in quello stesso anno e venne inserita nella compilation della manifestazione. Raggiunse la vetta della classifica italiana diventando uno dei singoli più venduti dell’anno e la quarta posizione in Svizzera. Sul lato B del 45 giri è incisa Venerdì notte (mai pubblicata su album).
Dal lato strettamente commerciale, fu il primo singolo della Nannini a ottenere un vasto riscontro di pubblico, laddove in Germania era già una artista molto acclamata e vendeva molto più che in Italia. La Nannini definì questo exploit come un “successo involontario”, che di fatto le spalancò le porte a una lunga serie di fortunati album e tournée, in grado anche di rivalutare le sue produzioni precedenti. In questo brano, per i cui testi ha collaborato Raffaella Riva, componente del Gruppo Italiano, la Nannini ironizza sui cliché delle storie sentimentali, presenti in numerose canzoni ma anche nel frasario tipico dei fotoromanzi, in tema di litigi e di stati d’animo delle coppie che, alla prima difficoltà, dipingono il proprio mondo a tinte fosche. Il neologismo del titolo fonde quindi le frasi da fotoromanzo con una melodia ad ampio respiro tipica di una romanza. La melodia, tra le massime espressioni della musica leggera italiana negli anni ottanta, miscela anche elementi di elettronica con qualche intermezzo hard rock, retaggio degli interessi coltivati dalla Nannini in tema di musica new-wave e altri fermenti musicali europei di quel decennio.
Entrò nell’immaginario collettivo l’incipit del ritornello “Questo amore è una camera a gas“, seguito da altri termini di paragone col segno negativo. Fotoromanza fu recepita con una certa tiepidezza dal pubblico tedesco, forse per le parole “camera a gas” che dovevano avere un prevedibile effetto in Germania quarant’anni dopo la fine della seconda guerra mondiale. La cantante fino ad oggi ha poi eseguito svariate versioni della canzone, anche con tonalità più rock e punk che scatenano un grande riscontro di pubblico nei concerti.
Il videoclip che ne fu tratto fu diretto da Michelangelo Antonioni, il quale rappresenta in chiave didascalica i versi della canzone, concludendo con una inquadratura dei musicisti che simulano un’asfissia, con riferimento proprio alla camera a gas evocata, altrimenti riconducibile a un avvelenamento, riferito al verso finale “Questo amore è un gelato al veleno“. Un’altra inquadratura del video offre uno spunto interpretativo non altrimenti desumibile: al verso “Ti telefono o no? Io non cedo per prima” segue l’inquadratura di Gianna che al contrario prende il telefono in mano. Il video fu realizzato negli studi della Etabeta alla Safa Palatino. Supervisor Luigi Del Mastro“.

(Wikipedia, voce Fotoromanza)

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