Claudio Lolli - Agosto (testo)

“Agosto, improvviso si sente
un odore di brace
qualcosa che brucia nel sangue
e non ti lascia in pace
un pugno di rabbia
che ha il suono tremendo
di un vecchio boato
qualcosa che crolla, che esplode
qualcosa che urla
un treno è saltato.

Agosto, che caldo, che fumo
che odore di brace
non ci vuole molto a capire
che è stata una strage
non ci vuole molto a capire che niente
niente è cambiato
da quel quarto piano in questura
da quella finestra
un treno è saltato.

Agosto, si muore di caldo
e di sudore
si muore ancora di guerra
non certo d’amore
si muore di bombe
si muore di stragi
più o meno di Stato
si muore, si crolla, si esplode
si piange, si urla
un treno è saltato”.

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Claudio Lolli, Agosto - 4:02
(Claudio Lolli)
Album: Ho visto anche degli zingari felici (1976)
Album: Ho visto anche degli zingari felici (2003)

Brano inserito nella rassegna Canzoni dedicate agli eventi storici di InfinitiTesti.

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Citazioni.

“Neppure la strage dell’Italicus sembra avere grande eco nella canzone politica e d’autore italiana. Dopo Piazza Fontana e con il progredire della strategia della tensione e del terrorismo dello stato italiano, la canzone sembra prendere altre strade. Ma esiste anche in questo caso un’importantissima eccezione, vale a dire la canzone Agosto di Claudio Lolli, tratta dall’album Ho visto anche degli zingari felici (del 1976).
Una canzone terribile. Una canzone quasi rimossa. Non so dire se Lolli ancora la esegua durante i suoi concerti, non assistendone poi ad uno da qualche millennio. Una canzone dalle parole dure e lucide. Una canzone dove si dicono esattamente le parole che tutti sanno, ma che vengono ancora tenute mascherate, insabbiate, coperte. Una canzone che tutti dovrebbero conoscere”.

(Riccardo Venturi, dal sito Canzoni contro la guerra)

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“Agosto del 1974. Claudio è in vacanza con la sua fidanzata quando il 4 agosto, sul treno Italicus, in viaggio nell’Appennino bolognese, scoppia un ordigno che provoca la morte di dodici passeggeri e il ferimento di altre cinquanta persone. Un caso che finirà tra le nebbie degli irrisolti misteri d’Italia. Intanto il marcio presente nei servizi dello Stato avanza inesorabile. E’ un agosto carico di tensioni, di domande, tanto che ti dimentichi persino la scoperta di un nuovo amore. Claudio si sente richiamato a precisi doveri intellettuali e morali”.

(Jonathan Gustini, Claudio Lolli, la terra la luna e l’abbondanza, edizioni Stampa Alternativa, p. 115).

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“La strage dell’Italicus fu un attentato terroristico compiuto nella notte del 4 agosto 1974 a San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna. Una bomba ad alto potenziale esplose alle 1:23 nella vettura 5 dell’espresso Roma-Monaco di Baviera via Brennero. Nell’attentato morirono 12 persone e altre 48 rimasero ferite. La strage avrebbe avuto conseguenze più gravi, si ipotizza anche nell’ordine di centinaia di morti, se l’ordigno fosse esploso all’interno della Grande Galleria dell’Appennino nei pressi di San Benedetto Val di Sambro, come avvenuto dieci anni dopo nella Strage del Rapido 904. Aldo Moro si sarebbe dovuto trovare a bordo del treno, quella sera, in quanto doveva raggiungere la famiglia a Bellamonte, ma lo perse poiché venne raggiunto da alcuni funzionari del Ministero e fatto scendere all’ultimo momento per firmare alcuni documenti.
L’attentato venne rivendicato dall’organizzazione Ordine Nero attraverso un volantino che dichiarava: “Giancarlo Esposti è stato vendicato. Abbiamo voluto dimostrare alla nazione che siamo in grado di mettere le bombe dove vogliamo, in qualsiasi ora, in qualsiasi luogo, dove e come ci pare. Vi diamo appuntamento per l’autunno; seppelliremo la democrazia sotto una montagna di morti”. I colpevoli della strage non sono mai stati individuati, ma la Commissione Parlamentare sulla Loggia P2 ha dichiarato in merito: “Tanto doverosamente premesso ed anticipando le conclusioni dell’analisi che ci si appresta a svolgere, si può affermare che gli accertamenti compiuti dai giudici bolognesi, così come sono stati base per una sentenza assolutoria per non sufficientemente provate responsabilità personali degli imputati, costituiscono altresì base quanto mai solida, quando vengano integrati con ulteriori elementi in possesso della Commissione, per affermare: che la strage dell’Italicus è ascrivibile ad una organizzazione terroristica di ispirazione neofascista o neonazista operante in Toscana; che la Loggia P2 svolse opera di istigazione agli attentati e di finanziamento nei confronti dei gruppi della destra extraparlamentare toscana; che la Loggia P2 è quindi gravemente coinvolta nella strage dell’Italicus e può ritenersene anzi addirittura responsabile in termini non giudiziari ma storico-politici, quale essenziale retroterra economico, organizzativo e morale”.
Il processo si concluse con l’assoluzione generale di tutti gli imputati sebbene, stante l’impossibilità di determinare concretamente le personalità dei mandanti e dei materiali esecutori, la sentenza di assoluzione attesti comunque la correttezza dell’attribuzione della strage a Ordine Nero e alla P2 definendo come pienamente comprovata una notevole serie di circostanze del tutto significative e univoche in tal senso, al punto da venire esplicitamente richiamata dalla Relazione della Commissione Parlamentare per via di circostanze relative alla strage dell’Italicus e indirizzanti verso l’eversione neofascista e la Loggia P2″.

(Wikipedia, voce Strage dell’Italicus)

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