Francesco De Gregori - Bene (testo)

“Bene, se mi dici
che ci trovi anche dei fiori
in questa storia, sono tuoi
ma è inutile cercarmi sotto il tavolo
ormai non ci sto più
ho preso qualche treno, qualche nave
qualche sogno, qualche tempo fa

Ricordi che giocavo coi tuoi occhi
nella stanza, e ti chiamavo mia
e inoltre la coperta all’uncinetto
c’era il soffio della tua pazzia
e allora la tua faccia vietnamita
ricordava tutto quel che ho.

E adesso puoi richiuderti nel bagno
a commentare le mie poesie
però stai attenta a tendermi la mano
perché il braccio non lo voglio più
mia madre è sempre lì
che si nasconde dietro i muri
e non si trova mai
e i fiori nella vasca
sono tutto quel che resta
e quel che manca
tutto quel che hai
e puoi chiamarmi ancora amore mio

E qualche volta aspettami sul ponte
i miei amici sono tutti là
con lunghe sciarpe nere ed occhi chiari
hanno scelto la semplicità
se Luigi si sporge verso l’acqua
sono solo fatti suoi

E ancora mille volte, mille anni
ci scommetto, mi ringrazierai
per quel sorriso ladro e per i giochi
i mille giochi che sapevi già
e ancora mi dirai
che non vuoi essere cambiata
che ti piaci come sei

Però non mi confondere
con niente e con nessuno, e vedrai
niente e nessuno ti confonderà
soltanto l’innocenza nei miei occhi
c’è nè già meno di ieri
ma che male c’è
le navi di Pierino erano carta di giornale
eppure vedi, sono andate via
magari dove tu volevi andare
ed io non ti ho portato mai
e puoi chiamarmi ancora amore mio”.

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Francesco De Gregori, Bene - 4:16
(Francesco De Gregori)
Album: Francesco De Gregori (1974)

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Citazioni.

“Ballata con riferimenti autobiografici al sé bambino (“è inutile cercarmi sotto il tavolo, ormai non ci sto più”), alla madre e al fratello maggiore Luigi”.

(Wikipedia, voce Francesco De Gregori (album))

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